Ecoinformazioni di Fabio cani


L'Arte contemporanea borderline.

Giunta alla 27ma edizione, Miniartextil non rinuncia alla sua esperienza e, contemporaneamente, non smette di rinnovarsi, in costante dialettica con l'attualita'.

Il tema di quest'anno - Borderline - a questo serve. e' al tempo stesso evocativo di una condizione permanente del fare arte (chi vi si dedica - lo si sa - e' sempre un po' strano, un po' borderline, appunto), e portatore di problematiche attuali (di quei confini che anche a Como, come in tutto il mondo, hanno recentemente rivelato tutta la loro drammatica importanza).

Come sempre, la riflessione di Miniartextil (cioe' di tutte le persone che la costruiscono, da chi la organizza a chi partecipa) fa della lievita' la propria chiave di accesso, ma e' sempre bene sottolineare che anche questo e' un modo per far si che la complessita' del mondo diventi consapevolezza dei problemi. E quindi abbiamo molto apprezzato il sollecitare un modo divertito, a volte stravagante ma sempre intelligente, di guardare al mondo, alle sue criticita', ma anche alle sue possibilita' di comunicare e di entrare in relazione.

Impossibile ignorare la grande installazione centrale Forest of numbers di Emmanuelle Moreaux: una coloratissima foresta di 10.800 cifre (se non abbiamo fatto male i calcoli: 50x10x24 a cui va sottratta la “galleria” centrale di 50x4x6 – cos'altro si poteva fare se non contare, di fronte a tante cifre?), che non puo' che far pensare al ruolo che i numeri (o le cifre?) svolgono nella vita contemporanea. Cosa c'entra questo con il confine? Pensate al sottotitolo delle marce che anche a Como si sono svolte sul tema delle migrazioni: Sono persone non numeri

Anche nei minitessili (da cui nacque molti anni fa l'idea di Miniartextil) il tema borderline affiora di tanto in tanto in modo piu' esplicito, attraverso le tante sensibilita' messe in campo. Dichiaratamente politiche - a mio avviso - le opere di Collettivo Alraune Teatro e di Roland Krutovs, ma tutte - davvero - meritano uno sguardo attento, non superficiale, volto a comprendere le logiche che le hanno determinate. Tra le altre non si può dimenticare la grande immagine del fotografo comasco Gin Angri.

Quest'anno poi, la mostra internazionale di arte contemporanea si arricchisce anche di una dependance al Museo del Cavallo giocattolo di Grandate.

Le sorprese non mancano mai.

 

FABIO Cani
Ecoinformazioni
Ottobre 2017
 

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